III C

 

 UN MARE DI PROFUMI

Il nostro risotto è come un’onda intensa che, infrangendosi sulla macchia mediterranea, trascina nel suo gorgo sapori ed aromi della terra nostrana. E’ il profumo dei prodotti veraci della profondità marina screziati di ortaggi ed agrumi. Il mare unito ai monti sprigiona raffinate prelibatezze dai riflessi molto appetitosi.  Nella ricetta che vi proponiamo c’è il nostro mare, la nostra terra, le nostre origini…

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Difficoltà: media   Preparazione:  1 ora   Dosi per: 4 persone

Ingredienti per il risotto: riso 300 g, seppie 100 g, gamberoni 100 g, salmone 100 g, cozze 50 g, vongole 50 g, acciughe 25 g, pomodori del “piennolo” (in alternativa pomodoro ciliegino) 100 g, zafferano 1 bustina, arancio 1, limone 1, scalogno 25 g, prezzemolo, aglio, olio e sale q. b.

Ingredienti per il fumetto di pesce: zucchine 100 g, porro 50 g, sedano 100 g, scalogno 25 g, scarti del pesce, bucce del pomodoro.

Preparazione del fumetto di pesce: Prendete i gusci dei molluschi utilizzati e uniteli agli scarti dei gamberoni e delle seppie. Aggiungete al tutto le zucchine, i pomodori, il sedano e lo scalogno. Immergete, adesso, l’intero composto in acqua, olio e sale q. b. Aggiungete in cottura le scorze e il succo degli agrumi.

Preparazione: pulite i gamberoni e le seppie e conservatene gli scarti. In una padella fate saltare le zucchine, precedentemente tagliate a cubetti. Nel frattempo, grattugiate la buccia dell’arancio e del limone, poi fate una spremuta utilizzando l’intero arancio e metà limone. A parte, in una padella con olio, aglio e prezzemolo mettete le cozze e le vongole. Aspettate che si aprano e poi, dopo averle sgusciate, lasciatele riposare nel sugo di cottura. Successivamente in un’altra padella, sciogliete le acciughe con un filo d’olio e lo scalogno, quindi aggiungete le seppie e il salmone precedentemente scottato. A questo punto fate cuocere i gamberoni qualche minuto con olio, scalogno, prezzemolo e rosmarino. Fate tostare, ora, il riso con cipolla e olio per circa 7/8 minuti. Aggiungete quindi, pian piano, il fumetto di pesce, il composto di acciughe e il resto del pesce preparato prima. Aggiungete una spolverata di zafferano, fate insaporire il tutto mescolando e alla fine, a cottura quasi ultimata, aggiungete i pomodorini del “piennolo”, già tagliati a cubetti. Amalgamate il tutto con una noce di burro. Il nostro risotto è pronto. Servite su un piatto da portata preferibilmente bianco e decorate con i gamberoni come più vi piace.

… BON BON!!

“onde si muovono a diversi porti

per lo gran mar de l’essere, e ciascuna

con istinto a lei dato che la porti”. ( Par. I, vv. 112 – 114)

Dante ci parla così…

… e noi, in balìa delle onde, rispondiamo per le rime… perché il mare ti guarda senza giudicarti,

ti coinvolge e ti fa ascoltare i suoi rumori con serenità

Perché il mare è…

Istinto primordiale di libertà,

nella tua pancia di colori

nuoto e vivo nell’immensità.

Mi nutri con i tuoi sapori

ma mi inchino con umiltà

alla tua forza e alla tua dignità

Il mare con i suoi odori

ti guida, con le sue onde è la libertà

che ti affascina con i suoi colori

e che nutri l’umanità

Flutti celestiali spingetemi verso un mare

cosmico dove divine sono le fonti

e le anime potranno finalmente amare

liberi dal corpo e da tutti i resoconti…

purificati diveniamo esseri nati per glorificare

la luce primordiale al suo splendore“.

 

Victor Hugo: l’Homme Océan 

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Les élèves vous invitent à visiter l’exposition virtuelle proposée par le site de la BNF (Bibliothèque Nationale de France) pour découvrir l’œuvre polyédrique de Victor Hugo, à travers ses poèmes, ses dessins, ses manuscrits…  Victor Hugo a un rapport privilégié avec la mer qui est omniprésente dans son œuvre littéraire et graphique :

La puissance, l’ampleur océane sont à la mesure de la création artistique de ce génie à la fois écrivain, plasticien, homme politique… La mer est l’un des éléments moteurs de son inspiration notamment au moment de l’exil.

http://expositions.bnf.fr/lamer/arret/index511.htm

Les élèves proposent aussi une sélection de vers de Victor Hugo avec leurs petits commentaires écrits en langue française :

– “La vaste mer me parle et je me sens sacré.” (Promenades dans les rochers, «Les Quatres vents de l’esprit»)

La mer nous fait sentir libres parce qu’elle est immense et vaste. J’ai aimé ce vers parce que j’aime la mer avec ses couleurs (C. V.).

– “J’ai, comme toi, l’azur, une douceur de femme,
Une gaîté d’enfant, des vagues pleines d’yeux,
Des aurores où rit le ciel prodigieux,
Des écumes parfois blanches comme les cygnes ;
Les astres par-dessus mes flots se font des signes,
Et se disent : Viens donc te mirer dans la mer.” (Fulgur, «Les Quatres vents de l’esprit»)

Le poème est très beau avec les images des enfants, de la femme, de la nature.. Il y a de mots très touchants mais j’y vois aussi un peu de présomption de la part du poète qui se compare à la mer et à son immensité (G. B.). 

– “Ô flots ! Ô coupe d’amertume !

Quel symbole êtes vous écume,

Bave d’en bas jetée au jour

Fange insultant l’aube sereine

Éternel crachat de la haine

À l’éternel front de l’amour.” (Umbra, dans «Toute la lyre»)

Le poète exprime un moment d’amertume en observant les flots qui pour lui deviennent le symbole de sa vie réelle, riche de malheur et de haine. Il est triste parce qu’il est loin de sa terre et c’est la mer à le séparer de son pays natal qu’il aime (S. A.)

“La mer, c’est le Seigneur, que, misère ou bonheur,
Tout destin montre et nomme ;
Le vent, c’est le Seigneur ; l’astre, c’est le Seigneur ;
Le navire, c’est l’homme.” (Contemplations)

Jai aimé ce poème parce que je vis dans une ville au bord de la mer et je me retrouve dans toutes les belles sensations racontées par le poète (G. M.)

E se Dante è il padre della lingua, chi è per voi, gentili buongustai, il padre dell’arte culinaria? 

Nessun altro cuoco se non il nostro idolo: il Maestro Martino da Como, o per meglio dire Martino De’ Rossi o illustre Martino de Rubis! A lui si deve la stesura del primo testo culinario scritto in volgare, Libro de Arte Coquinaria; è lui il caposaldo della letteratura gastronomica italiana; è lui che testimonia il passaggio dalla cucina medievale a quella rinascimentale. Vessillo di un inedito modo di cucinare,  il Maestro inventa nuove ricette ed elabora con estro e gusto moderno quelle tradizionali (per ulteriori informazioni su Maestro Martino http://www.maestromartino.it/ita/maestromartino.html).

Tra le tante ricette di Maestro Martino a noi piace ricordare quella sull’ Anguilla. Già, parliamo proprio di anguille! Quelle stesse celeberrime anguille, così irresistibili da costare il Purgatorio a Papa Martino IV. “…e quella faccia/di là da lui più che l’altra trapunta/ebbe la Santa Chiesa in le sue braccia/dal Torso fu,e purga per digiuno/l’anguille di Bolsena e la vernaccia”. (Purgatorio, XXIV canto, vv.20-24). Si dice che papa Martino IV quando mangiava le anguille dicesse: “Oh Santo Dio, quanto male patiamo per la Chiesa di Dio!”.

Se ci pensate bene, non a caso, ancora oggi, l’anguilla è destinata a banchetti importanti ed è, per questo, diventato un alimento tipico del periodo natalizio. Il famoso capitone (grossa anguilla femmina) viene preparato con erbe aromatiche al forno, in umido o anche fritto. Gli avanzi poi vengono messi a marinare in aceto aromatizzato con l’alloro e le spezie, esattamente come ci consigliava, secoli fa, il nostro amico Maestro Martino.

C’è un’altra ricetta dell’Arte Coquinaria che ci piace segnalare perché sentiamo molto vicina a noi e alle nostre tradizioni culinarie:  quella in cui Maestro Martino ci parla dei Calamari. Questo tipo di ricetta, infatti, può essere adattata anche ai giorni nostri in quanto, sebbene il gusto sia mutato nei secoli, i calamari sono protagonisti di molte ricette tipiche del nostro paese e non. Si può affermare che i calamari, apprezzati in tutto il mondo, hanno un posto di rilievo nell’arte culinaria.  (Per il testo integrale delle ricette di Maestro Martino http://italophiles.com/maestro_martino.pdf)

Qualche curiosità per voi…

A maestro Martino si deve la prima menzione della parola polpetta, assente nei ricettari fino al XV secolo, anche se pare che volesse alludere ad un involtino. Il nostro Martino descrive per la prima volta la ricetta della finanziera piemontese ed è il primo a scrivere una preparazione dell’attuale mostarda vicentina. Un’altra sua invenzione riguarda i tempi di cottura; visto che a quei tempi non esistevano orologi da tavolo, lo chef regola i tempi di cottura con l’espediente della preghiera cristiana. (es. «et un’altra volta lo lassarai bollire per spatio quanto diresti un miserere»).

Calorie e colesterolo nelle nostre preparazioni…

Il tema che ci è stato proposto per il nostro intervento sul blog è il mare, quindi abbiamo deciso di preparare delle bavaresi salate da servire come antipasto e un risotto ai profumi di mare. In contemporanea con la realizzazione di questo piatto, abbiamo studiato il valore nutritivo dei pesci, molluschi e crostacei, scoprendo che questi ultimi due contengono una buona dose di colesterolo. Per questo motivo abbiamo voluto calcolare non solo le calorie fornite da una porzione di bavaresi e di risotto, ma anche il contenuto di colesterolo di questi piatti. Una porzione di “Bavarese all’avocado” contiene circa 250 Kcal e 83 mg di colesterolo; mentre invece una porzione di “Bavarese di patate” fornisce circa 150 Kcal e 74 mg di colesterolo; ed infine il “Risotto ai profumi di mare” contiene circa 630 Kcal e 109 mg di colesterolo. Sappiamo che ogni giorno dovremmo introdurre al massimo 300 mg di colesterolo tramite gli alimenti, quindi con il nostro piatto siamo sicuramente al di sotto di tale soglia.

E dopo pranzo, si gioca con la matematica!

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se i numeri sono positivi o negativi, cambia il quadrante in cui si trova il punto.

3) I punti G (2;0) e H (0;7) ci aiutano a capire che:

se una coordinata è zero, il punto appartiene all’asse x o all’asse y.

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