La Montagna

Questa volta la nostra sfida culinaria è a colpi di dessert: vi presentiamo le dolci creazioni delle classi II C e II D. Ecco, per voi, il Valzer della montagna e le Coccole del bosco.

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I dessert sono accompagnati da due cocktail analcolici: Yogobosco, ideato dalla II C, e An apple a day creato dalla II D. Visitate le pagine delle due classi per un avventuroso viaggio in montagna.

IL MARE DELLA III C

Siamo lieti di presentarvi, finalmente, gli elaborati della classe III C sul mare. Questa volta vi proponiamo due piatti, un antipasto e un primo al sapore di mare:

Il Mabo, un mélange  fra una bavarese di avocado e una di patate accompagnate da gamberi con salsa all’arancia.

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Il mare di profumi è, invece, un risotto che crea un connubio tra gli agrumi e il mare che, unito ai monti, “sprigiona raffinate prelibatezze dai riflessi molto appetitosi”.

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Un ritorno ai sensi

 

“… con il passare del tempo si ha la sensazione che i tanti percorsi che ci appartengono siano distrutti e, a volte, cerchiamo invano di ripescarli; ma poi succede che, quando meno te lo aspetti, involontariamente il nostro cervello reagisce e allora… ecco che sento il profumo del mare… percepisco la fragranza della mia campagna e l’essenza della dolce e fresca estate. Il tutto in questo piatto dall’odore morbido!”

“… ci sono gusti e sapori che fanno parte di noi…! In questo piatto c’è un qualcosa di agro e di severo ma anche di dolce… c’è il sapore della vita e c’è il gusto della libertà, il gusto di Pasqua… di casa… questo piatto è, per il mio palato, una degustazione sublime… silenziosamente inebriante!”

“… l’elasticità della pasta all’uovo, la morbidezza del salmone, la cremosità della ricotta, la granulosità delle mandorle e la friabilità dello zafferano… è il tripudio di un piatto ruvido e luminoso!”

“… il suono dei mestoli, delle posate e delle pentole mi preparano al gusto del piatto; sento una musica, è il borbottio della salsa che accompagna lo sfrigolìo dell’olio bollente. Sento tutta la melodia di un tenero piatto squillante… ”

“… nei ravioli Zasemarisa c’è il gusto della primavera. I colori del piatto nutrono gli occhi e stuzzicano il ricordo.  Questo piatto ha il sapore del sole, del riposo e delle sere fatte di calde cene in famiglia… questo piatto ha il gusto del fuoco spugnoso!”

Ecco il nostro tramonto al mare, il nostro vulcano che esplode in un incanto di colori e di profumi… ecco a voi i nostri “RAVIOLI ALLA ZASEMARISA“!

‘Zasemarisa’ è l’acronimo di ZAfferano, SEppie, MAndorle, RIcotta e SAlmone, ingredienti protagonisti del nostro piatto.

.. è tutta una questione di testa! tutto si lega alle emozioni: questa la nuova frontiera della cucina! per rendersi subito conto di quanto il cibo sia un’esperienza che ci coinvolge completamente, anche dal punto di vista emotivo, basti pensare a come i profumi di certi alimenti ci evochino ricordi precisi, pensieri e sensazioni legate al passato e all’infanzia.

 

 

DE LA CUISINE À LA LITTÉRATURE

Nous avons choisi de proposer à nos lecteurs le poème de Charles Baudelaire « Correspondances », inclus dans le célèbre recueil « Les Fleurs du Mal » parce qu’il est lié au thème des sens et il décrit plusieurs sensations différentes.

Nous le proposons à travers le sens de l’ouïe car, en suivant le lien ci-dessous, vous pourriez l’écouter (c’est Gilles-Claude Thériault qui lit une parmi les plus belles pages de la littérature symboliste).

Et vous?Qu’est-ce que ce poème vous inspire? Écrivez-nous vos impréssions et sensations. Merci bien!!!

 

 

UN SENSO………… AI SENSI

Il blog “Scriviamo con gusto” augura a tutti una serena Pasqua con il lavoro svolto dalle classi V C e V D insieme all’insegnante di Religione. 

Si avvicina la Pasqua, un tempo sacro per i Cristiani, un tempo diverso dal tempo ordinario, in cui si fermano le attività quotidiane, in cui sappiamo che è festa, non solo perché ce lo dice il calendario, ma anche perché nelle strade e nelle case si vedono, si sentono, si “percepiscono” , tutta una serie di particolari, di odori, di sapori che ci fanno capire che si sta celebrando la Resurrezione di Cristo.

La percezione della realtà avviene attraverso i nostri sensi, è soggettiva, e quello che un odore o un sapore possono provocare in ognuno di noi, resta un’esperienza personale legata alla sua vita, a quello che ha vissuto.

La festa religiosa ha però una particolarità e ci offre una opportunità diversa rispetto al tempo “normale”.

Nel momento in cui una tradizione viene vissuta da una intera comunità diventa memoria collettiva, e quel rito e quella tradizione, pur evocando in ognuno di noi ricordi e nostalgie personali, allo stesso tempo ci unisce e ci identifica in una ritualità che lega insieme cultura, religione e adesione personale.

Nel condividere insieme i ricordi legati alle celebrazioni pasquali nelle nostre case, ci siamo resi conto che le nostre mamme e le nostre nonne cucinavano gli stessi piatti, che si condividevano le stesse tradizioni ma che ognuno di noi era legato ad un particolare ricordo, di un odore o di un sapore o di una sensazione, che diventa quindi in quel momento, un qualcosa di unico e diverso da quello di tutti gli altri, perché noi siamo tutti diversi e diverse sono le nostre esperienze di vita.

Una delle ricette tradizionali legate alla celebrazione della Pasqua nelle regioni del Sud è la CUDDURA CULL’OVA. 

La coddura o cuddhura, è un dolce tipico siciliano. Durante il periodo della Quaresima, si osservava una grande moderazione alimentare, che escludeva dalle tavole carne, uova e formaggi, ma con l’arrivo della settimana santa le privazioni terminavano, e le uova erano un alimento particolarmente utilizzato per la preparazione dei dolci pasquali.
La “cuddhura” o “coddura”, è un grosso dolce di forma circolare, con incorporato un numero variabile, ma sempre dispari, di uova col guscio, che le giovani donne usavano regalare ai fidanzati nel giorno della Resurrezione.
Ma la forma della cuddura non è solo circolare: se ne preparano anche a forma di “campanaru” (campanile) per risuonare le campane al Cristo risorto, a forma di “panarieddu” (cestino) per augurare abbondanza, oppure di “gadduzzu” (galletto o colomba) per i ragazzi, di “pupa” (bambola) per le ragazze, e a “cuore” per i propri amati.

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La foto è tratta dal sito: http://ricette.giallozafferano.it/Cuddura-cull-ova.html, in cui troverete anche la ricetta di questa specialità pasquale.

Buone vacanze.. con gusto a tutti!!!