22 Maggio… “il NOSTRO insieme con gusto”

Una precisa esperienza di gusto, un momento caratteristico ben definito dai colori accesi, la vivacità dell’ambiente, la profondità degli spazi e una piccola pioggerella che rende lo sfondo quasi vibrante. La location diviene molto suggestiva, evoca un degno sguardo impressionista. Ore 13:30: entrano gli invitati desiderosi di conoscere gli chef protagonisti, di osservare e di degustare il menu proposto

L’Afric rosseggia nei flute in bella vista

L’Arcobaleno di rustici si eleva sul tovagliato

Il Riso in fiore emana profumi di limone e zafferano

L’ Agnello  è lì pronto che brontola

Lo Stufato di manzo si colora in primavera

Dolci momenti in mostra per evocare

Per un giorno l’Istituto, con le classi III, IV e V C, splende di luce propria, espone teoria e pratica, esibisce la rieducazione attraverso una scuola professionale e mira al reinserimento sociale attraverso il mondo lavorativo appropriato.  E tutto ciò accade in un’atmosfera surreale, dove comincia a prendere forma l’inclusione sociale che esige e trascrive un barlume di verità.

Ciao a tutti voi lettori del web, sono uno studente della scuola enogastronomica dell’Istituto “B. Ricasoli”, sede carceraria, e sono qui a raccontarvi la mia esperienza per la preparazione della terza edizione dell’evento “Insieme con gusto”. Il 21 e il 22 maggio sono stati due giorni straordinari perché noi ci siamo messi alla prova per la preparazione del banchetto. Dopo due giorni di accurata preparazione, alle ore 13.30 del 22 maggio eravamo tutti lì, dietro al buffet allestito orgogliosi nelle nostre divise da chef e carichi di adrenalina. Sono rimasto davvero soddisfatto di me stesso e felice del mio lavoro. La cosa più bella è stata che in quei due giorni ci siamo sentiti tutti liberi. La libertà è la nostra crescita e lo abbiamo dimostrato attraverso i piatti, preparati con tanta felicità e con tanta emozione.    Grazie per aver letto i nostri pensieri semplici ma pieni di autenticità e di felicità.

Oggi sono stanco ma contento. La scuola in carcere per il sottoscritto è libertà di mettere a frutto tutto ciò che ho imparato. Riflettendo mi sono reso conto di aver perso tante cose belle nella mia vita come appunto la scuola che, da piccolo, per tanti motivi non ho frequentato. Se avessi saputo che sarebbe stato così emozionante forse oggi non sarei in carcere. Ma non è mai troppo tardi per crescere e per capire; oggi apprezzo uno sguardo, un sorriso, una parola e mi sento fiero e anche orgoglioso nonostante in passato avessi sbagliato. Non conta più la persona che ero ma conta la persona che sono oggi. La scuola in carcere è importante perché tira fuori il buono di ognuno di noi. Anche da un sasso può nascere un fiore.

Sono state delle giornate emozionanti, non solo il giorno dell’evento ma anche i giorni precedenti, a partire dal tempo impiegato per la scelta dei piatti, agli abbinamenti e a come chiamarli. E’ stato emozionante sentire la responsabilità che ognuno di noi si portava dietro dando il meglio di noi stessi. Le ore trascorrevano velocemente, in cucina c’era un via vai di studenti, l’educatrice, gli insegnanti che, muniti di macchina fotografica, si prodigavano a immortalare le fasi della preparazione.

Oggi riprende la mia solita routine, guardo fuori dalla finestra, il cielo è cupo e lo sento simile a me; ieri il tempo era come oggi ma un raggio di sole riscaldava il mio cuore perché si stava realizzando la terza edizione di “Insieme con gusto”. Ero felice, grintoso, pronto a dimostrare ciò che mi piace e cioè cucinare e raccontare il lavoro svolto per la preparazione. Questo evento non a caso si chiama “Insieme con gusto” perché diventa un momento di confronto, per dimostrare che qualsiasi persona, in qualunque luogo si trovi, può costruire un qualcosa di bello e questa esperienza mi ha reso molto più sicuro di esprimermi e di rapportarmi con altre persone. In sala, tra gli invitati, c’era anche un executive chef e quando sono riuscito a confrontarmi con lui mi sentivo felice, provavo gioia, una bellissima sensazione  che ho condiviso “INSIEME” con tutti. In quel momento mi sono sentito fuori, libero e ho capito che basta avere un po’ di coraggio per tirare fuori il buono che c’è in noi.

Mi ha fatto un effetto molto strano servire quello che noi avevamo preparato. Servendo ai tavoli, guardavo nei piatti quello che c’era e pensavo, con orgoglio, “questo lo abbiamo fatto noi”! La cosa che mi è apparsa più strana, ma nello stesso tempo più bella, è stata vedere così tanta gente vestita in abiti “civili”; mi sembrava di essere in un qualsiasi cerimonia al di fuori del carcere e ho provato una piccola sensazione di libertà.

L’evento per me è stata l’illusione di un uomo libero. Per me sono state 8 ore insolite. Stare tra tante persone senza pregiudizi ed essere trattato da “umano” mi ha dato l’illusione di sentirmi un uomo libero. Ricordo che mi sono iscritto a scuola per impiegare il tempo perché qui non passa mai e invece ho scoperto l’importanza della cultura e mi sono convinto che il sapere fa commettere meno errori. Girare tra i tavoli e vedere tutte quelle belle persone mi ha fatto stare bene e mi ha divertito molto. Sono state 8 ore di illusione bellissima.

L’evento ha fornito a noi detenuti una grande opportunità per un fare un pranzo tutti “Insieme” nell’Istituto di pena. C’era una luce interessante, negli occhi degli invitati vedevo la speranza di tutto ciò che esiste nel mondo esterno.

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